Il Fuoco, l’Acqua e Napoli in mezzo. Itinerario visivo-spirituale nell’umanità che arrangia la vita tra il mare e il vulcano – Ruprecht Günther

14,50

“Quartieri tortuosi incollati a colline scoscese, facciate e persone stranamente rattoppate, strade pittoresche e volti espressivi e senza tempo. Nei testi cerco di descrivere la fatidica ambivalenza di Napoli tra acqua e fuoco: da un lato il mare, che ha sempre fornito cibo, bellezza, benessere; dall’altro il vulcano, minaccia latente e subliminale, ma anche fonte di forza. Sembra che il suo fuoco si sia bruciato nel cuore e nell’anima della gente e che esploda quotidianamente nella loro esuberante brama di vita – quasi avidità di vita.” R. Günther.

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Descrizione

Nei primi anni Ottanta Ruprecht Günther, un ragazzo tedesco, fotografo in erba ed esploratore nell’anima, durante un viaggio si ritrova a passare per Napoli. Rimane profondamente scosso e affascinato da quei ruderi di quartieri, brulicanti di vita, in cui ogni cosa si presenta sempre all’estremo. Vive il passaggio dal mondo del nord alla vita meridionale quasi come l’iniziazione a un mistero, che gli rimane nel cuore. Nei giorni nostri un anziano signore tedesco, ora fotografo professionista e antropologo riconosciuto, incontra Rosaria, giovane napoletana emigrata a Berlino, che raccontandogli la sua vita, così intimamente connessa alla sua città natale, risveglia in lui l’anelito irrefrenabile verso quel mistero. Così, con nella testa le parole di Rosaria e nel cuore la voglia di immergersi nel mistero, Ruprecht torna a Napoli.

“Quartieri tortuosi incollati a colline scoscese, facciate e persone stranamente rattoppate, strade pittoresche e volti espressivi e senza tempo. Nei testi cerco di descrivere la fatidica ambivalenza di Napoli tra acqua e fuoco: da un lato il mare, che ha sempre fornito cibo, bellezza, benessere; dall’altro il vulcano, minaccia latente e subliminale, ma anche fonte di forza. Sembra che il suo fuoco si sia bruciato nel cuore e nell’anima della gente e che esploda quotidianamente nella loro esuberante brama di vita – quasi avidità di vita.” R. Günther.

“Con il fuoco e l’acqua, siamo agli albori della filosofia, perché Gunter ci dà delle indicazioni che non hanno nessuna attinenza di mimesi con la realtà, che è invece sottratta: non c’è acqua, non c’è fuoco. Noi siamo spaesati in questo gioco che ci fa sentire l’essere di Napoli parlandoci del nulla di Napoli. Heidegger avrebbe fatto la stessa cosa!” Marcello Francolini, filosofo e critico d’arte, autore della prefazione al libro.

Questo itinerario fotografico mostra di Napoli i veri volti, i particolari invisibili, i paesaggi inaspettati che si aprono a chi guarda i vicoli come un esploratore dell’anima e non un semplice turista. La parte scritta mette a confronto Rosaria, napoletana a Berlino, e Ruprecht, bavarese a Napoli: un saggio e insieme un racconto, un diario e una confessione, tra la contemplazione estatica del Vesuvio punteggiato di nuvole e lo sguardo dritto ma appannato di lacrime di ambulanti e prostitute. Günther è lontanissimo da quella visione oleografica di Napoli, che unisce folklore e criminalità, cucina e patrimonio artistico in un’unica cartolina ammuffita, è una vera e propria mimesi spirituale. Günther si immerge nella lacerazione profonda, nella disperazione silenziosa che resta incollata sempre, senza poter farci nulla, sulla schiena di “chi tène ‘o mare”. Egli sa che la terra che sta attraversando non è solo arte e buona cucina, ma vive da più di un secolo nella più totale emarginazione economica, schiava di criminalità e corruzione, e ha realizzato un’opera che si addentra in quegli aspetti della città che nessuna guida turistica potrà mai contenere: la sua identità, la sua storia, i suoi problemi attuali. È un libro che si legge in un fiato, ma che ci vuole una vita, immagine dopo immagine, storia dopo storia, a riguardare.

Ruprecht Günther nasce nel 1954 a Planegg, vicino a Monaco di Baviera. Si laurea nel 1982 all’Università di Scienze Applicate per il Graphic Design, e lavora come grafico e illustratore. Nel 1997 il primo viaggio in Brasile. Seguono altri viaggi attraverso l’immenso paese, in cui impara il portoghese brasiliano e scopre sempre di più la sua vocazione “mimetica”, cioè addentrarsi nelle comunità e metterne a nudo, attraverso la fotografia, il vero volto, quello che non si svela se non a chi vi si immerge completamente, con la mente e il cuore.

Nel dicembre 2002 si trasferisce definitivamente a Salvador do Bahia, dove mette su una piccola casa editrice di cartoline e cartoline d’arte. Questo è stato solo l’inizio dei suoi viaggi che lo hanno portato in giro per il mondo a raccontare le innumerevoli facce dell’umanità con gli strumenti della parola e della fotografia. Si dedica anche alla musica, ispirandosi alle sonorità brasiliane. Nel corso degli anni ha scritto diversi racconti e romanzi – romanzi contemporanei, romanzi sociali, crime thriller, studi ambientali, – e realizzato molti reportages fotografici, soprattutto ritratti di persone nelle favelas.

Autore: Ruprecht Günther
Fotografie: dell’autore
Luogo e anno di edizione: Napoli, 2019
Collana: Le Farfalle, 2
Genere: Fotografia, Arte, Documentario, Narrativa
Numero pagine: 120
Note: Edizione multilingue, disponibile anche in inglese, francese, tedesco (lingua madre), spagnolo. Prefazione di Marcello Francolini.
Rilegatura: Brossatura
Specifiche tipografiche: 18×18 cm – copertina flessibile
Codice ISBN: 978-88-944272-4-0
Prezzo: 14,50€

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